Il limone contro l’avvelenamento

di Anna Fraddosio Commenta

Spesso abbiamo visto come il limone è protagonista di molti incantesimi, specie se hanno lo scopo di allontanamento, questo perché in antichità il limone aveva poteri contro l’avvelenamento da punture di scorpioni, di serpenti o morsicature di animali idrofobi.
Democrito, nel libro dell’Ateneo si intrattiene a lungo sulle virtù del limone, esperimentate mentre si trovava in viaggio in Egitto. Costui raccontò un interessante storia che ora vi narrerò:

“Secondo la legge del paese Egiziano, un governatore aveva condannato due criminali alla pena delle aspidi; questo genere di supplizio era molto comune tra il popolo egiziano, e consisteva in un avvelenamento per via del veleno dell’aspide, un veleno potentissimo, il quale appena aveva contatto con la vittima, essa si sentiva imperlarsi il corpo di sudore freddo che lo scuoteva, susseguito da un leggero fremito, poi avanzava un senso di stanchezza e infine la vittima si addormentava e moriva. Tutto questo processo però non portava grandi dolori alla vittima, che moriva in un giro due ore al massimo.

Nel giorno dell’esecuzione, mentre i due condannati si avviavano alla loro sorte, una fruttivendola, vedendoli, mossa da compassione, offrì loro due limoni. I criminali li mangiarono durante la strada verso il patibolo, di nascosto alle guardie che li trasportavano, sperando che nessuno se ne accorgesse.

Arrivati a destinazione ad entrambi li somministrarono il veleno, che però con grande sorpresa del governatore e della gente che si era precipitata lì per assistere al supplizio, non fece alcune effetto.
Interrogati i due criminali, essi spiegarono che durante il cammino avevano mangiato di nascosto un limone, non pensando che compromettesse l’esecuzione.

Ovviamente i due criminali dovevano morire, e il governatore volle tentare una seconda prova.
Quindi alcuni giorni dopo a uno fu dato da mangiare un limone all’altro no, poi entrambi vennero sottoposti alla puntura delle aspidi e si ebbe per risultato che il primo rimase incolume e il secondo perì.”

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